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Illusioni di marzo

Natura

Giuseppe Mauro Maschiella

Poesia pubblicata il 14/02/2019 | 301 letture

Illusioni di marzo
Il tempo è sempre un po’ pazzo,
io sono nato a marzo.
Freddo, caldo, pioggia, neve, sole,
cadono le ultime foglie di quercia
mentre qua e là spunta un fiore.
Vento di scirocco s’alterna
a tramontana e la
primavera si veste di neve.
Torna l’inverno sul monte
e sul viale imbiancato
e oltre la siepe, tutto tace
nel silenzio ovattato.
Bianchi i tetti, cadono
lievi, petali nuovi.
Gelida l’aria, un passerotto vola
sul davanzale dove è
appassita la timida primula.
Il tempo cambia, cade la pioggia,
il fiume sonnolento scorre pian piano,
mentre il fiume dei ricordi
non fugge lontano.
Sotto la pioggia io e te con
l’ombrello stretti abbracciati
nella notte stellata
su una panchina,
foglie secche nel parco
cadevano ancora.
Ricordi?

Scorre marzo tra i primi tepori,
poi d’improvviso la vita
ha bisogno di mettere in scena,
l’esplosione della
primavera e della natura.
Splendono al sole sorrisi
di nuovi boccioli, di giardini fioriti.
Nei prati, ormai arditi selvatici fiori,
rubano senza colpa i colori.
Tra l’erbetta nuova
camminavo scalzo nell’età beata.
Il giorno si profuma, l’aria si
trasforma in accecante colore,
che fa rinascere speranze,
sogni e false illusioni,
nuovi accoppiamenti,
i germogli di nuove sementi.
Gli arbusti risuonano del
canto degli uccelli, di
battiti d’ali, di gridi,
maschi e femmine
preparano i nidi.
Voli di rondinelle sotto il tetto,
nei vecchi cornicioni
tubano i piccioni.
Il passero cinguetta al nuovo sole,
sui rami di un ciliegio
gorgheggia un usignolo,
di notte, un merlo
innamorato canta alla luna,
miagola un gatto in amore.
Uomini e donne in cerca di nuovi amori,
bambini felici inseguono
farfalle che svolazzano,
le viole al tiepido
venticello ondeggiano.
Su un portone un fiocco rosa,
è nata una bimba in un’alba gioiosa.
Si, questa è la vita!
A primavera ci invita
a spargere un seme
per continuare la specie
e per nutrire sé stessa,
mentre ad ogni essere
vivente fa una falsa promessa,
come se quei rami, ora fioriti,
non saranno poi presto stecchiti.

Passano mesi e giorni, volano gli anni
ed i capelli diventano bianchi.
Quante nuvole, quanta pioggia
è caduta, quante giornate piene di sole!
Arriva un giorno in cui sento
un forte senso di vuoto,
vivo nella mancanza,
la gioventù passata ritorna.
Un volo di gabbiani fa
grandi ombre sul mare,
la tristezza sale
a solitarie spiagge
singhiozzi abbandona.
Ripidi cieli scendono
ai lontani orli marini,
una vela lungamente
trascina ansia di vento.
Umano grido immobile s’eterna,
disumana voce tramata
senza respiro dal tempo.
E s’andava nel vento
ed era il sole
in piedi sul mio cuore.
Ora s’attrista questo
mio breve tempo.
Ora s’è spento il cuore e si fa sera.
Ero un bambino nato in primavera.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.


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